Coordinatore: Carmine Piscopo

Il Dottorato mira a formare un ricercatore preparato ad esprimere competenze di livello internazionale, con autonoma capacità di ricerca critica e alta specializzazione scientifica in Architettura, che richiedono forte interdisciplinarietà e dialogo tra competenze e saperi.

L’obiettivo formativo del Dottorato consiste nel dotare il ricercatore degli strumenti teorici e pratici necessari a una conoscenza interpretativa della realtà contemporanea, nonché delle competenze cognitive, analitiche e propositive essenziali nella pianificazione e nel progetto della trasformazione, nella valutazione integrata, nella conservazione, nel restauro e nella rigenerazione dei manufatti e dei contesti territoriali, urbani, architettonici e ambientali, con profonda sensibilità per i valori socio-economici, storici, urbanistici, paesaggistici e ambientali dei nostri territori.

VISIONE DEL DOTTORATO IN ARCHITETTURA

Progetto formativo

Il progetto formativo è volto a individuare e potenziare il contributo di ricerca innovativa offerto alle più generali linee strategiche nazionali e internazionali dalle plurime discipline afferenti alle consolidate scuole di architettura, dalla progettazione alla pianificazione, dalla storia dell’architettura al rilievo e alla rappresentazione, dall’estimo ed economia urbana al restauro e alla conservazione, dall’urbanistica alla tecnologia, a plurime scale da quella minima dell’abitazione a quella vasta del territorio. Il progetto si avvale della lunga esperienza maturata negli anni, con ricerche e tesi di dottorato che hanno affrontato quelli che sono oggi le sfide principali della ricerca, non di rado anche in coerenza con linee che successivi indirizzi governativi nazionali o sovranazionali avrebbero segnalato.

La dialettica tra la unitarietà del dottorato, e gli specialismi dei quattro curricula per un verso neutralizza i rischi di genericità, e al contempo risulta atta ad assicurare ai nuovi ricercatori il conforto di percorsi metodologici consolidati attraverso le importanti tradizioni evolutive delle discipline; per altro verso, apre a possibili orizzonti pluridisciplinari e trans-disciplinari che possano essere più cogenti e innovativi nel quadro attuale. Il progetto si avvale di una consolidata esperienza, non solo nella didattica e nella formazione metodologica, ma anche nel confronto con le più avanzate esperienze di ricerche attive nelle sedi locale, nazionale, e internazionale

Obiettivi

Obiettivo del dottorato è la formazione di un ricercatore preparato ad esprimere competenze di livello internazionale, con autonoma capacità di ricerca critica ed alta specializzazione scientifica in Architettura, ambito di ricerca che individua problemi complessi che richiedono forte interdisciplinarietà e dialogo tra competenze e saperi. Il progetto formativo è caratterizzato da quattro Aree Tematiche che esprimono la pluralità delle identità disciplinari in grado di dare una risposta equilibrata alle questioni complesse da trattare culturalmente e scientificamente in forma intersettoriale. Gli obiettivi formativi del dottorato sono orientati alla formazione di profili dotati di strumenti teorici e pratici per una conoscenza interpretativa della realtà contemporanea, al fine di esprimere competenze cognitive, analitiche e propositive nella pianificazione e nel progetto della trasformazione, nella valutazione integrata, nella conservazione, nel restauro e nella rigenerazione dei manufatti e dei contesti territoriali, urbani, architettonici e ambientali, con profonda sensibilità per i valori socio-economici, storici, urbanistici, paesaggistici e ambientali dei nostri territori. Il dottorato si avvale di pluriennali attività di cooperazione tra le diverse aree disciplinari e delle relazioni con Enti di ricerca italiani e stranieri, anche allo scopo di garantire l’inserimento dei futuri ricercatori nella comunità scientifica internazionale e nei processi di produzione.

Sbocchi occupazionali

Il profilo professionale del dottore di ricerca risponde a specifiche esigenze di enti pubblici e soggetti privati operanti nel territorio italiano che fanno ricerca o che hanno necessità di impiegare alte competenze tecnico-scientifiche nella gestione di questioni complesse. Si considerano in primo luogo Enti locali (Regione, Provincia e Comuni), Soprintendenze, soggetti pubblici che svolgono ricerche nel settore dell’urbanistica e della pianificazione territoriale, dell’edilizia, della conservazione e del restauro, della valutazione, e soggetti privati, dalle grandi imprese di servizi con forte propensione all’innovazione di processi e metodi, ai centri di ricerca e di formazione con funzioni di collegamento tra Università e mondo dell’occupazione, fino ai consorzi di piccole imprese finalizzati allo sviluppo sostenibile del territorio e dei centri urbani, ed altri enti pubblici e privati che svolgono attività di sostegno alla ricerca e all’innovazione nelle piccole e medie imprese. Il dottore di ricerca acquisisce strumenti e competenze scientifiche e tecniche per fare ricerca propriamente in ambito universitario; tuttavia queste competenze devono poter rispondere alle richieste europee del mercato del lavoro, in campo professionale e gestionale, con particolare riguardo alle tematiche della rigenerazione dell’ambiente fisico, dei progetti sostenibili e delle ricerche incentrate sulla valorizzazione e il recupero del patrimonio storico, paesaggistico e ambientale, cogliendo anche la richiesta che viene dal mondo delle professioni e delle imprese di figure più adatte al complesso sistema attuale, alle opportunità offerte dai bonus e dalle agevolazioni, alla evoluzione della normativa in tutti i campi, da quello energetico a quello urbanistico.

Coerenza con gli obiettivi PNNR e con le strategie di Ateneo

Con un certo gradi di variabilità nella intensità a secondo della specifiche traiettorie di ricerca di volta in volta scelte per le tesi, il dottorato come articolato in quattro curricula che corrispondono ad altrettante aree tematiche, affronta numerosi temi coerenti con gli obiettivi del PNNR, nonché anche con le SNSI. Per tradizione, le discipline dell’architetture nelle prospettive di ricerca si pongono al di là delle tradizionali distinzioni tra scienze esatte e discipline umanistiche, confrontando e mescolando analisi quantitative e analisiqualitativi, approcci da “scienze dure” e approcci umanistiche, tecnologie avanzate e aspetti dell’antichistica, studi sui luoghi fisici e studi sulle culture, approcci da scienze sociali e approcci tecnologici. Questo le porta ad essere estremamente flessibili rispetto all’agenda attuale delle priorità della ricerca, e già dal 37 ciclo i temi del PNNR e della SNSI sono al centro del lavoro del dottorato. In primis, i temi della creazione di un ambiente antropico sostenibile, della pianificazione urbana e territoriale inclusiva, dell’approfondimento della conoscenza e della conservazione del patrimonio costruito e del patrimonio culturale hanno il pregio di intercettare plurimi obiettivi del PNRR, e  per un verso afferiscono al tema  “Salute Alimentazione, qualità della vita”, soprattutto per quanto attiene nel “miglioramento della qualità della vita e la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle comunità”, proprio per la attenzione al metabolismo urbano e alla rigenerazione paesistica, e per l’altro rientrano nel nel settore PNNR: “Clima, energia, mobilità sostenibile”, e in particolare nell’area “Cambiamento climatico, mitigazione e adattamento” essendo anche volto a favorire mutuo apprendimento tra ricerca e impresa (L.240/2010, DM 45/2013). Per altro verso gli ambiti di ricerca focalizzati sul tema rilevante a ancora poco indagato delle comunità sicure e inclusive e sulla civic intelligence come motore di smartness territoriale, puntando su sistemi di governance per territori fragili, come supporto alla pubblica amministrazione, si inquadrano nell’area tematica SNSI, “Agenda digitale, Smart Communities, Sistemi di mobilità intelligente”, declinato entro l’area d’intervento  nel settore PNR: “Cultura umanistica, Creatività, Trasformazioni sociali e società dell’inclusione”, con speciali ricadute per quanto attiene alle trasformazioni sociali che scaturiscono da una innovativa gestione dei territori. Ancora, i plurimi temi afferenti al patrimonio storico architettonico e paesistico, nei suoi dati materiali e immateriali, se nell’ambito delle traiettorie definite nella SNSI, il tema si inquadra nell’area Tecnologie per il Patrimonio Culturale, con riferimento all’ambito industriale connesso alla “gestione del patrimonio storico-artistico-architettonico” in quanto “attività aventi a che fare con la conservazione, la fruizione e la messa a valore del patrimonio culturale, tanto nelle sue dimensioni tangibili (musei, biblioteche, archivi, ecc.) che in quelle intangibili (gestione di luoghi storici, edifici o monumenti)”,assegnando importanza sia ai temi della trasmissione alle generazione futura del patrimonio culturale, sia dello sviluppo dei sistemi informatici e delle digital humanities,  nell’ambito del PNR si colloca in primis nell’area del Patrimonio culturale, intercettando temi presenti tanto nella traiettorie “Digitale, Industria, Aerospazio”, quanto azione “Cultura umanistica”.

Il corso è pienamente coerente con le strategie di ateneo.

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